28 aprile 2011

NATI PER LEGGERE



















Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima
Bruno Tognolini
Ai bambini -e chi ne ha o per qualsivoglia motivo trascorre con loro del tempo lo sa bene- piace imitare gli adulti e, più ancora, piace condividere con gli adulti il gioco. I bambini imparano emulando e sono invogliati e coinvolti soprattutto quando l’attività proposta viene svolta ASSIEME all’adulto, in un contesto di affettuosa complicità. Tale premessa è fondamentale per comprendere la vera natura del semplice e rivoluzionario progetto NATI PER LEGGERE, che dal 1999 promuove la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Attenzione: non si tratta affatto di stimolare precocemente i bimbi per farne dei piccoli geni, precoci lettori e precocemente annoiati dalla lettura. Tutt’altro, infatti recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato come il leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità di relazione tra bambino e genitori, nonni), che cognitivo (si sviluppano meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). Inoltre si consolida nel bambino l’abitudine a leggere che si protrae nelle età successive grazie all’approccio precoce legato alla relazione. La chiave infatti sembra proprio risiedere nella relazione: trascorrere del tempo con i bimbi, anche neonati, mostrando loro l’oggetto-libro, ricco di immagini colori e piccoli segni misteriosi che affascinano e che solo grazie all’abilità dell’adulto acquistano significato, li appassiona, li stimola, fornisce loro imprescindibili occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. In definitiva, un adulto che legge una storia ad un bimbo compie un gesto d’amore, nel trasmettere una passione che arricchisce l’esistenza.
L’occasione che ci spinge a parlare di questo progetto è naturalmente la mostra su Le immagini della fantasia di cui nel precedente articolo, ma anche il fatto che la biblioteca di Venzone, ormai da anni, aderisce all’iniziativa che associa oltre quattromila tra bibliotecari, biblioteche, centri di documentazione, servizi di informazione operanti nei diversi ambiti della professione e il Centro per la Salute del Bambino (CSB ONLUS), ospita saltuariamente letture ad alta voce e rifornisce costantemente mamme, papà, nonni e nonne di bellissimi libri illustrati da condividere anche con i più piccini. L’invito è dunque rivolto a tutti i giovani e meno giovani genitori, a che si documentino sul progetto (facilmente reperibile in rete) e sappiano di poter trovare nella nostra biblioteca tutto il materiale ed il supporto perché anche ai loro figli possa accadere quanto, pochi mesi fa, alla consegna del premio Nobel per la letteratura a Stoccolma,  lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa ha affermato con estrema semplicità e chiarezza: “Ho imparato a leggere a cinque anni. E’ la cosa più importante che sia successa nella mia vita. Quasi settant’anni dopo ricordo con nitidezza come quella magia, tradurre le parole dei libri in immagini, abbia arricchito la mia vita, rompendo le barriere del tempo e dello spazio.”  

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